Home Chiese e Religioni Gli scheletri nell’armadio della Chiesa per la Vita di W.Peruzzi

Gli scheletri nell’armadio della Chiesa per la Vita di W.Peruzzi

Walter Peruzzi
www.cronachelaiche.it

Papa Bergoglio ha sponsorizzato la marcia pro-life e levato la voce in difesa dei diritti dell’embrione. Per un verso questo ci tranquillizza perché conferma che, nonostante le tanto promesse novità, anche Francesco si limiterà a fare il papa, cioè a ripetere sciocchezze come i suoi 265 predecessori. E tuttavia vien da chiedersi, forse perché ci eravamo già abituati ai più divertenti «buongiorno» e «buonasera», finché dovremo sopportare queste sciocchezze e discuterle, anziché mandare i cattolici a quel paese una volta per tutte.

Che senso ha infatti – mi chiedo e chiedo ai cattolici più aperti, come gli amici di Adista, Il dialogo, Il foglio di Torino, “Noi siamo chiesa”, o le Comunità di base – tollerare l’ipocrita sceneggiata d’una Chiesa che si spaccia per religione della vita mentre prega un dio che ha compiuto o commissionato un’infinita serie di omicidi, dal diluvio universale alla distruzione di Sodoma, dal massacro dei 450 sacerdoti di Baal a quello dei primogeniti d’Egitto più tutti gli abitanti di Gerico Ninive Babilonia e via elencando; o un Figlio non migliore di lui, che minaccia a chi pecca la «morte eterna»?

Non è piuttosto schizofrenico tenere concioni in difesa della vita o anche bandire campagne per la pace e la nonviolenza mentre si adora l’inventore dell’Inferno e il «Dio degli eserciti»? Forse i suoi crimini sono prescritti? Né si risponda con le astute reinterpretazioni della Bibbia, che cercano di rileggere i misfatti di Jahvè in chiave simbolica o mitica.

Anche quando dovessimo ritenere esatte tali interpretazioni, o concludere che la Bibbia è un’opera di letteratura fantastica come l’Odissea (del che i “laicisti” sono già convinti), ciò contrasta con quanto la Chiesa afferma circa l’inerranza, con quel che si legge nel catechismo e in varie bolle papali sulle «uccisioni volute da Dio» e con quanto i fedeli credono. Se le “nuove” interpretazioni sono esatte quelle della Chiesa sono false e falsa è la religione che su di esse si fonda e che professano anche i cattolici “buoni”.

E ancora: la Chiesa non solo legittima i crimini di Dio ma ha commesso e giustificato in proprio gli omicidi per ragioni di fede (crociate, inquisizione, caccia alle streghe, guerre di religione, conquista e evangelizzazione delle Americhe, ecc.) almeno dal 325, quando il concilio di Nicea condannò a morte chi conservava i libri di Ario, al 1870 – ossia per l’80 per cento della sua esistenza.

Questo significa che quasi tutti i papi, i vescovi e il clero che guidano i fedeli da duemila anni sono stati coinvolti in pratiche omicide se non altro per averle ritenute giuste. Inoltre la Chiesa ha sì domandato in qualche modo e tardivamente perdono per alcune violenze compiute, ma non si è scusata per le dottrine con cui le ha giustificate, non ha riabilitato le vittime e, soprattutto, continua a venerare come santi, e a indicare come modello ai fedeli, proprio gli autori di quelle violenze.

Mi limito a ricordare Pio V, festeggiato il 30 aprile di ogni anno come santo del giorno, benché abbia fato scannare migliaia di valdesi, mandato al rogo eretici, giornalisti e gay, bandita la guerra ai turchi; e abbia scritto, circa gli eretici: «Non mai pietà; sterminate chi si sottomette e sterminate chi resiste; perseguitate a oltranza, uccidete… purché sia vendicato il Signore» (Lettera a Filippo II, 1570).

In conclusione mi pare che Francesco, prima di predicare la «difesa della vita dal concepimento alla fine naturale», e gli stessi cattolici “buoni”, dovrebbero condannare il Padre e il Figlio, abrogandone il culto; de-santificare Pio V, Pio IX e molti altri santi e beati; erigere monumenti, basiliche e altari a Giordano Bruno, fra Dolcino, Pietro Valdo, le streghe ecc.; sconfessare quanto la Chiesa ha fatto e insegnato in materia di omicidio dal 325 a oggi, comprese le donne fatte morire per salvare il feto, o meglio per tenerlo in vita appena il tempo sufficiente a battezzarlo, e i giovani morti di Aids a causa della fatwa contro il cappuccio inglese.

Mi rendo conto che fare questo equivarrebbe a chiudere la Chiesa di Roma e a buttare le chiavi nel Tevere, mettendo fine al cattolicesimo. Ma, forse, non sarebbe una cattiva idea. Solo dopo, in ogni caso, ci si potrà trovare a discutere amabilmente con papa Francesco e i pro-life, magari fra una birra e l’altra, fra un «buon appetito» e un «buona notte», di embrione, aborto e difesa della vita.

1 comment

Bruno Antonio Bellerate, prof. emerito mercoledì, 29 Maggio 2013 at 17:10

Mi meraviglia molto questo intervento, imbevuto più di livore che di capacità di dialogo, più di provocatoria disinformazione che di “ricerca scientifica”, specie storica (non riducibile a episodi, da interpretare e valutare e non da esibire, come fossero “prove” dei propri pregiudizi, ecc.), del tutto assertorio, senza dubbi e perplessità, quasi fossero dogmi, come quelli che condanna. Sembrerebbe una forma di demagogia, oggi, molto invasiva, ma non degna di “seria” considerazione..

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