Home Chiese e Religioni Ricordo di Enrico Chiavacci. La morale e la sua dimensione sociale

Ricordo di Enrico Chiavacci. La morale e la sua dimensione sociale

Giannino Piana (*)
Adista Segni nuovi n. 32/2013

Cresciuto nel crogiolo della Chiesa fiorentina, che ha vissuto nell’immediato dopoguerra una stagione di vivo fervore intellettuale e spirituale, Enrico Chiavacci è stato un maestro indiscusso nel campo della teologia morale postconciliare, dove ha lasciato, con il suo insegnamento e con il suo impegno nella ricerca, una traccia profonda e altamente innovativa. I fermenti suscitati dal Vaticano II sono stati da lui recepiti con entusiasmo – è sufficiente ricordare qui il suo grande interesse per la Gaudium et spes alla quale ha dedicato uno dei primi commenti – e tradotti in uno sforzo di rinnovamento, che si è sviluppato nei vari campi della riflessione etica, con particolare attenzione alle questioni di frontiera.

La sensibilità squisitamente teoretica lo ha, fin da principio, sollecitato a preoccuparsi delle basi concettuali della teologia morale per farla uscire dalla condizione di arretratezza in cui era sprofondata, grazie alla sua riduzione a casistica giuridica ad uso dei confessori, e per restituirle dignità culturale e credibilità scientifica. I suoi saggi meno conosciuti, perché più tecnici, ma forse anche più importanti, perché fondativi, sono dedicati alla ridefinizione delle categorie che stanno alla radice del fatto morale. Qui Chiavacci rivela le sue qualità di profondo conoscitore delle diverse scuole filosofiche contemporanee – dalla filosofia analitica alle nuove forme di utilitarismo e di contrattualismo – e la capacità di intrattenere con esse un dialogo costruttivo. E rivela anche l’interesse per gli apporti delle scienze umane, in particolare della sociologia e dell’antropologia culturale, alle quali fa frequentemente ricorso per spiegare fenomeni complessi, che esigono di essere anzitutto analizzati nelle loro dinamiche interne prima di poterli assoggettare al giudizio morale.

Ma, al di là di questa importante opera di rifondazione metodologica, gli aspetti della ricerca di Chiavacci che meritano di essere ricordati sono i contenuti della sua proposta teologico-morale, la quale ha come asse portante la centralità assegnata alla dimensione sociale dell’agire umano. La sua dura reazione alla deriva individualistica dell’etica della modernità, deriva che non ha risparmiato neppure la morale cattolica, si è tradotta anzitutto – anche a questo livello affiora la sua preoccupazione teoretica – nella introduzione, all’interno della morale generale (cfr. il suo Complementi di morale generale, Cittadella editrice, Assisi 1980), delle categorie del “sociale” e della “cultura” in quanto fattori indispensabili per la comprensione dell’agire umano e per la sua valutazione.

L’attenzione al “sociale” ha poi indotto Chiavacci ad occuparsi dei grandi nodi critici della situazione mondiale – dal lavoro all’economia, dalla politica alla giustizia sociale, dall’innovazione tecnologica ai diritti umani fino alla costruzione della pace – con posizioni nette e precise, che non hanno mancato di procurargli difficoltà da parte delle gerarchia ecclesiastica. Sono note le sue critiche radicali alla massimizzazione del profitto e la sua rigorosa (e profetica) denuncia dei giochi speculativi di Borsa, nonché l’accusa severa di immoralità verso ogni forma di guerra e l’adesione a un pacifismo radicale, quello della Pacem in terris, di cui non si è mai stancato di diffondere il messaggio. Il tratto distintivo della teologia morale di Chiavacci è l’attenzione alla dignità della persona e il rispetto della sua libertà di coscienza. Questa attenzione ha senz’altro trovato una forte motivazione esistenziale nel suo impegno di pastore della piccola comunità di San Silvestro a Ruffignano sopra Firenze nel comune di Sesto Fiorentino. Da questo rapporto con una comunità vera (anche se piccola) Chiavacci è stato costantemente sollecitato – lo riconosceva spesso parlando con gli amici – a condividere i problemi della gente, che sono poi i veri problemi della vita. Anche da questa condivisione viene la fecondità della sua ricerca teologica.

* Teologo

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