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La strada della povertà della Chiesa Cattolica di A.Muscella

Antonio Muscella
(testo giunto tramite email)

L’arrivo di Papa Francesco ha generato un’aria di speranza e serenità, di cui c’è né veramente bisogno.
Le sue parole sono legate al Vangelo, cioè all’amore, alla pacificazione, all’altruismo. Un punto mi ha colpito maggiormente: una Chiesa povera per i poveri.

In proposito, data la mia età, non posso non ricordare gli anni della contestazione, a ridosso del ‘68, quando le comunità di base nelle loro riflessioni, invitavano la gerarchia ad un ripensamento, su un argomento in particolare cioè sull’accordo Stato – Chiesa con il volume “Concordato perché contro”, (scuola, sanità ed assistenza tra stato chiesa e regioni) CNT edizioni.

Con i servizi sociali la Chiesa cattolica ha occupato lo Stato condizionandone la cultura e l’autonomia.
Tramite il concordato la Chiesa ha assunto le proporzioni di un apparato pachidermico, che ha spillato e spilla denaro ovviamente a spese dello stato italiano.

La democrazia dello Stato ha concesso e concede nell’approvazione delle leggi ad un ente, la Chiesa, senza democrazia pretendendo quest’ultima argomenti non discutibili come il fine vita, la fecondazione eterologa, le coppie di fatto.
Il Concordato ha concesso e concede potere e denaro che hanno impedito l’attuazione del Vangelo.

Se la società odierna si dibatte tra crisi del prete, corruzione, ipocrisia sistematica, egoismo, bunga-bunga, gelosie, violenza, stupri, femminicidi, si può dedurre che la Chiesa non è stata un baluardo di principi cristiani.
Se penso come praticamente Papa Francesco possa assolvere al compito di rinnovamento mi vengono dei dubbi.
Operare per ridurre la portata del concordato è come fermarsi in un mare aperto, dove potere e denaro sono sempre presenti; oppure rinunciarvi tutto in una volta.

In mezzo a questo dilemma comincerei con il dare indietro allo stato la somma di denaro dell’otto per mille risultante dalla dichiarazione dei redditi, in cui non è espressa la volontà del dichiarante: sarebbe un gesto concreto dopo le belle parole, sempre utili. Questa azione potrebbe dare vita ad una gestione democratica di organismi di base nella società che abbiano come obiettivo il servizio verso gli altri compreso il lavoro a cominciare dagli ultimi.

Organismi rappresentati da tutte le culture religiose e sociali in modo tale che tutti si rendano utili al bene comune. Non per essere educati ed educare all’elemosina, ma perché tutti possano vivere ove non manchi il necessario. Sarebbe la vera cena del Signore cioè l’eucarestia.

Per sostenere economicamente l’apparato ecclesiastico basta “sfrondare”, parola di uso contadino che serve a far respirare meglio la pianta. I politici di solito “tagliano” i servizi sociali facendo del male soprattutto a chi meno ha.

Il Papa e la commissione per il rinnovamento della Chiesa, eletta purtroppo senza donne, potrebbero ridurre di molto il numero della gerarchia in modo tale che la struttura ingombrante e di potere attuale risulti più snella con la parola di Dio più diretta al cuore e alla mente delle persone. Il messaggio cristiano è molto semplice: leggere e vivere il Vangelo con amore fra persone libere come libero è stato Gesù Cristo. Basta un animatore eletto fra il popolo credente che regoli la vita nella comunità cristiana.

Non è incoraggiante quando dai media arrivano notizie di personalità cattoliche (uomini di Chiesa) aderenti alla P2, P3, P4. Il cristiano deve essere un mondo alla luce del sole. Una comunità cristiana, non depositaria della verità ma aperta al confronto e ai suggerimenti che possono arrivare da ogni dove perché Dio è di tutti ma anche la televisione è di tutti per il pluralismo nella Chiesa.

La mancanza di democrazia dentro la Chiesa sarebbe mancanza di amore. L’amore alla base di ogni azione umana è la vera discriminante di ciò che è peccato da ciò che non lo è.

Un ultimo suggerimento a Papa Francesco, quando rivolto nelle sue esternazioni alla politica e ai provvedimenti che essa prenderà a favore della gente, non dimentichi l’espressione “a cominciare dagli ultimi”.
Fin’ora è stato sempre il contrario.

Queste righe sono esternazioni di un cristiano di base, che spera di non essere deluso. Auguri a Papa Francesco.

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