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Cronache di un anno

Laura De Gregorio
Newsletter OLIR.it – n. 12/2013

11 Febbraio, una data significativa per il nostro paese: ottantaquattro anni fa (1929) la firma dei Patti Lateranensi tra la Santa Sede e l’Italia.

Eppure, quest’anno, l’anniversario passa quasi inosservato (solo L’Osservatore romano ricorderà l’avvenimento con un articolo apparso il giorno successivo). Ogni testata giornalistica viene monopolizzata da un’unica notizia che pare quasi “falsa” tanto sembra incredibile: Benedetto XVI dichiara di rinunciare al ministero di vescovo di Roma. Pochi titoli bastano a riassumere il clima di quei giorni: Una decisione libera e personale (L’Osservatore romano); Un gesto di servizio (Avvenire); E’ un atto di governo (Sir); Decisione quasi rivoluzionaria (Il Messaggero) (N. 48).

Inevitabilmente febbrili le settimane successive. Tutti gli occhi sono puntati su Roma: sul Conclave imminente; sul nuovo ruolo di Benedetto XVI (Benedetto XVI sarà papa emerito, Avvenire; Papa o non Papa? www.vaticaninsider.it); sul futuro pontefice (La scelta del nuovo Papa sarà come un Concilio, L’Unità), sulla presenza di “due papi” nella città eterna (Avviso di pericolo: una chiesa con due papi, www.chiesaespressonline.it).

Impazza il pronostico: si ripercorre la storia della sede vacante per immaginare scenari; si formulano domande, interrogativi (Verso un pontificato a tempo? E’ presto ma bisogna riflettere, Il Mattino); si tentano risposte (N. 49/50/51).

Il 14 Marzo 2013 “il castello di carta dei media di fronte a una realtà che sorprende” lascia il posto all’annuncio: Habemus Papam. Jorge Mario Bergoglio, arcivescovo di Buenos Aires, è il successore di Joseph Ratzinger (N. 52). Si chiamerà Francesco.

Da subito, la sua persona, come le cronache settimanali testimoniano, catalizzer& agrave; l’attenzione: ogni suo gesto è registrato, sottolineato, enfatizzato; ogni suo intervento è analizzato, commentato, ripreso. Emerge la consapevolezza di un “fenomeno Francesco”, non a caso definito “l’uomo 2013” (N. 86); di un “effetto Francesco”, di “un pontificato che detta il ritmo al mondo” che può dirsi duplice.

Da un lato cresce l’interesse della carta stampata per la Chiesa cattolica: la riforma della Curia romana, il ruolo della Conferenza episcopale italiana in particolare e delle conferenze episcopali in generali; l’importanza del Concilio Vaticano II (a cinquant’anni dall’inizio) e del Codic e del 1983 (nei trent’anni di vigenza).

Spesso si ricordano documenti importanti del passato (dalla costituzione Sacrosanctum Concilium alla esortazione post sinodale Ecclesia in Europa; dall’enciclica Pacem in Terris al decreto Inter mirifica) e grande spazio si riconosce a quelli recenti (come l’enciclica Lumen Fidei e l’esortazione Evangelii Gaudium).

Non minore rilevanza è per la Santa Sede e lo Stato Città del Vaticano. Ci sono alcune parole che ricorrono spesso e che sono indicative: riform a, potere/servizio, trasparenza, collegialità.

L’effetto Francesco però va oltre: a interessare i quotidiani italiani sono anche le “altre” confessioni religiose, più che sotto il profilo dei loro rapporti con lo Stato (due soli articoli in effetti segnalano l’entrata in vigore delle intese con buddisti e induisti: Inps, strada aperta ai buddhisti, Avvenire (N. 43) e E’ legge l’intesa con buddhisti e induisti.

L’Italia è un paese multi religioso, Corriere della Sera (N. 46) con riferimento alla loro vi ta interna e alle relazioni reciproche. Ciò che colpisce è che il “protagonismo” dell’Islam cede spazio ad altri gruppi: ebrei, ortodossi (divenuti prima “minoranza” del paese), buddisti, induisti, sick.. E così, Ecumenismo, Unità dei cristiani, Dialogo interreligioso, sono titoli che si leggeranno con sempre maggiore frequenza.

Proseguendo a “sfogliare” le pagine dell’anno che sta terminando proprio attraverso le parole significative, forse Nuovi mezzi di comunicazione sociale, Matrimonio/Famiglia/Unioni omosessuali, Scuole paritarie, Bioetica possono dirsi le chiavi principali di lettura: La nuova religione sarà digitale, www.vaticaninsider.it; Difendere gli embrioni è una sfida culturale, Avvenire; (N. 43); Bologna. Referendum ideologico. Punta ad abolire i fondi alle scuole paritarie dell’infanzia, Sir (N. 44); L’uomo senza legami. Nuova tentazione culturale: fuga dal matrimonio e teoria del gender, Sir (N. 45).

Si tratta non a caso di titoli comparsi nei primi giorni dell’anno e che ne segnano lo scorrere fino alle ultime settimane: Papa Bergoglio il grande comunicatore e la parola del Vaticano nell’era del web, Il Messaggero; Matrimoni gay,il no della Croazia, contrario oltre il 65% dei votanti, Il Messaggero; Diritto c ivile d’aborto, Il Foglio (N. 85); Materne paritarie schiacciate dalla Tares, Avvenire (N. 87).

Per concludere qualche ultima suggestione… geografica. L’attenzione della stampa italiana, è interessante sottolineare, spazia da un continente all’altro, da un paese all’altro. Ci sono però alcuni “osservati speciali” nell’anno 2013: la Cina, l’Egitto, gli Stati Uniti. Non manca l’Europa… di cui si segnala più che la diversità che divide, la diversità che unisce: Cirillo e Metodio, due fratelli ponti di fede per l’Europa.

Precursori dell’ecumenismo, L’Osservatore romano (N. 50); L’Europa in crisi ha bisogno di moneta spirituale. L’unità dei cristiani è necessaria all’integrazione continentale, L’Osservatore romano (N. 62); L’Europa riscopre Dio. Anzi gli dei, Corriere della Sera (N. 75).

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