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Svizzera. La dottrina della Chiesa suscita scetticismo tra i cattolici

http://www.tio.ch/News/Svizzera, 4 febbraio 2014

I cattolici svizzeri si dichiarano scettici di fronte alla dottrina della Chiesa, specialmente per quanto concerne la morale sessuale, il divorzio, la convivenza e la contraccezione. È quanto emerge dal sondaggio voluto da Papa Francesco in tutto il mondo e che nel nostro Paese è stato realizzato dall’istituto di sociologia pastorale a San Gallo. I risultati sono stati illustrati oggi dalla Conferenza dei vescovi svizzeri (CVS), in una conferenza stampa a Berna.

Alla consultazione hanno partecipato 23.600 persone. Un dato su tutti: il 90% auspica la piena accettazione e la benedizione per i divorziati che si risposano. Il desiderio maggiore e più insistente che i cattolici svizzeri rivolgono alla conferenza episcopale è che venga abolita una pratica considerata discriminatoria e priva di carità cristiana.

Inoltre il 60% vorrebbe il riconoscimento per le coppie omosessuali. Netta anche la distanza tra la posizione della Chiesa che è contraria al preservativo e alla pillola contraccettiva, e la pratica di coloro che si dichiarano cattolici.

Fra quanti hanno risposto al sondaggio, i tre quarti lo hanno fatto tramite web; l’87% in lingua tedesca, il 9% in francese e il 4,5% in italiano (un migliaio di risposte). Età media dei partecipanti: 54 anni, il 47% uomini e il 53% donne. I due terzi erano genitori. Il 92% di tutti quelli che hanno risposto si è dichiarato appartenente alla Chiesa cattolica romana.

Ma dal sondaggio non emerge soltanto il disaccordo con l’insegnamento della Chiesa in materia sessuale e convivenza. Un elevato tasso di approvazione viene attribuito al matrimonio religioso (89%) e all’educazione cristiana dei figli (97%). Che la fede abbia grande importanza in ambito famigliare lo dimostra la statistica sui battesimi. Alto è anche l’interesse per la dottrina della Chiesa su queste tematiche, che molti dicono di conoscere ma di non condividere, preferendo posizione diverse e personali.

La Chiesa e la sua direzione – afferma la CVS – hanno il “difficile compito di trovare una soluzione che tenga conto dei differenti pareri”, pur rispondendo ai bisogni pastorali delle coppie omosessuali per le quali “è importante un riconoscimento e una dimensione religiosa della loro relazione”. Per i vescovi svizzeri, emerge “l’urgente necessità” di rivedere la dottrina sulla famiglia nella Chiesa e nella pastorale.

Occorre, aggiungono ancora i vescovi, che la Chiesa smetta di accordare un valore assoluto a certe norme e direttive di fronte a esperienze e situazioni di vita concreta delle persone. Quando la Chiesa esige che i cattolici seguano in modo incondizionato e senza critiche le norme e le direttive di comportamento che essa indica, finisce col nuocere al suo stesso desiderio di trasmettere alle persone “gli aspetti più centrali ed essenziali del suo messaggio”.

La CVS precisa anche che i dati emersi dal sondaggio rappresentano soltanto un primo elemento di valutazione. L’Istituto sangallese proseguirà l’analisi nel dettaglio esaminando, ad esempio, risposte su questioni precise, nell’intento di adeguare l’offerta pastorale.

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