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Dove c’è religione non c’è istruzione

Meredith Tax
www.cronachelaiche.it Traduzione di Francesca Anzelmo

Per gentile concessione di Lettera Internazionale, pubblichiamo il saggio di Meredith Tax comparso sul numero 117 della rivista bimestrale europea dedicato al tema della Mala-educazione. La scrittrice e attivista, membro di Bread and Roses, dal 1994 al 2005, è stata presidentessa fondatrice del gruppo internazionale PEN’s Women Writers. È stata anche presidentessa fondatrice della Women’s World, rete globale di espressione libera che ha combattuto la censura basata sull’identità di genere. È attualmente direttrice del Centre for Secular Space e ha un blog personale, dove è possibile trovare l’elenco delle sue pubblicazioni.

Viviamo in un’epoca in cui, secondo gli ambientalisti, la nostra esistenza su questo pianeta è a rischio. Più che mai, per affrontare questa sfida negli anni a venire, le persone avranno bisogno tanto del sapere scientifico quanto di quello umanistico. Ma le nostre istituzioni preposte all’istruzione, invece di attrezzarsi per mobilitare le vaste riserve di creatività umana che saranno necessarie per affrontare cambiamenti climatici irreversibili, sono in ritardo. Sono in ritardo per due ragioni. La prima consiste nei tagli.

Negli Stati Uniti, l’ultima grande stagione della spesa pubblica destinata all’istruzione e ad altri beni sociali risale agli anni Sessanta. L’odierna Chicago del sindaco progressista Rahm Emmanuel sta chiudendo 49 scuole nei quartieri disagiati delle minoranze e ha appena annunciato che spenderà parte del denaro risparmiato dalla città per finanziare un nuovo stadio per la DePaul University (cattolica privata). Allo stesso modo, la miccia che ha fatto scoppiare le rivolte in Brasile è stata la priorità negli investimenti riservata agli stadi (panem et circenses), piuttosto che all’istruzione pubblica e al trasporto. Negli ultimi anni, proteste di massa contro le tasse universitarie hanno avuto luogo, tra gli altri paesi, in Cile, nel Québec, nel Regno Unito e negli Stati Uniti. Ma i programmi neoliberisti di austerità non sono l’unica minaccia per l’istruzione. Un’altra insidia arriva dal fondamentalismo.

Non sono ammesse né le donne, né le scimmie

Ottantotto anni fa, l’American Civil Liberties Union1 decise di avviare la prima battaglia legale, che creò un precedente, contro la Legge Butler del Tennessee che vietava l’insegnamento dell’evoluzionismo nelle scuole pubbliche. Il risultato fu il celebre Processo Scopes, un circo mediatico che vide come protagonista imputato John Scopes, un supplente di scienze. William Jennings Bryan, tre volte candidato presidenziale, vestiva i panni della pubblica accusa, rigettando in particolare l’idea che gli uomini potessero discendere dalle scimmie; mentre, a capo del team della difesa era un famoso avvocato, Clarence Darrow, un agnostico. La giuria ritenne Scopes colpevole, sebbene il verdetto fosse stato poi ribaltato per un cavillo e il processo avesse condotto a diversi tentativi di approvazione di leggi anti-evoluzionismo in numerosi altri stati.

L’evoluzionismo è stato riconosciuto come parte essenziale del programma di studi dell’istruzione pubblica degli Stati Uniti d’America solo negli anni Cinquanta, quando lo Sputnik2 scatenò il panico nazionale sull’istruzione scientifica e il Congresso approvò il National Defense Education Act. Oggi, come nel 1925, i fondamentalisti religiosi stanno cercando di controllare l’istruzione in tutte le parti del mondo.

I talebani sono famosi per gli attacchi alle scuole femminili; negli anni in cui governavano l’Afghanistan arrivarono a vietare del tutto l’istruzione femminile. Nel clamore dell’anno scorso, seguito al tentato assassinio di Malala Yousafzai,3 i talebani pakistani hanno dichiarato di essersi opposti solo all’istruzione “laica”, ma poco tempo fa, a Quetta, hanno fatto esplodere uno scuolabus pieno di ragazze, perseguitando le sopravvissute al primo attacco suicida con un secondo attacco contro l’ospedale dove erano state ricoverate. Anche l’istruzione laica, in Pakistan, non è affatto laica; tanto le scuole pubbliche quanto quelle private sono obbligate a utilizzare, per gli studi islamici e per la storia del Pakistan, un programma statale che può essere descritto come un’interpretazione restrittiva dell’islam che incoraggia l’intolleranza religiosa e l’estremismo attraverso riferimenti negativi alle minoranze del Paese (religiose e non).

Reem Abdel-Razek, una giovane egiziana, ex studentessa di una scuola superiore internazionale dell’Arabia Saudita, racconta che i testi scientifici includevano capitoli sull’evoluzione e sulla riproduzione umana, ma all’insegnante veniva chiesto di strappare quelle pagine e di insegnare il creazionismo. Quando la giovane provò a ordinare online libri di scienze sociali o libri laici, non riuscì ad averli a causa della censura in internet. Suo padre, un uomo di scienza, le disse che la teoria evolutiva era un complotto degli ebrei per indebolire l’islam affinché i musulmani cominciassero a dubitare del Corano – il fatto che molti scienziati sono ebrei ne è una prova. “Dicono che le società arabe sono stagnanti a causa degli effetti del colonialismo e del potere degli ebrei – afferma Reem – ma la vera ragione è che loro non ci permettono di imparare niente!”.

Fondamentalisti di ogni ordine e grado

Questo problema non riguarda solo l’islam. I fondamentalisti di ogni credo si oppongono a qualunque programma d’insegnamento che possa indurre i bambini a mettere in discussione il dogma religioso.
In Israele, l’opposizione fondamentalista all’istruzione laica è diventata non solo un problema economico ma anche politico; gli haredi (gli ebrei israeliani ultra-ortodossi), che costituiscono una percentuale crescente della popolazione per il loro alto tasso di natalità, sono quasi “inoccupabili” perché non studiano altro che testi religiosi. Il governo sta adesso minacciando di tagliar loro i sussidi per la didattica se ai programmi non aggiungono corsi di inglese e di matematica. Al pari degli islamisti, dei fondamentalisti cristiani e del Vaticano, gli haredi hanno anche problemi con le donne.

In India, un Paese con molte minoranze, inclusa una musulmana molto estesa, il movimento Hindutva promuove una nozione unica e immutabile di cultura indiana identica alla versione induista. La RSS (Rashtriya Swayamsevak Sang)4 ha una propria rete di scuole che, seppur vincolata a utilizzare i comuni programmi di studio e libri di testo, possiede un programma supplementare nel quale “i fatti” insegnati per l’esame includono non solo l’idea che gli Ariani siano originari dell’India e che successivamente si siano diffusi in Iran, ma anche che il vecchio sito della Babri Masjid sia stato il luogo di nascita di Rama e che l’Iliade di Omero sia un adattamento del Ramayana.

Secondo Latha Menon, ovunque il BJP (il partito politico del movimento Hindutva) sia salito al potere, ha tentato di includere queste idee nei programmi educativi statali, nonostante l’opposizione degli intellettuali laici: «Dalla fine del 1990, l’istruzione nazionale è diventata un campo di battaglia, nel quale sono scesi molti illustri storici, scienziati e accademici che rifiutano qualsiasi allontanamento da un sistema di istruzione rigorosamente laico e protestano contro la commistione tra mito e storia, tra pseudoscienza e scienza».
Negli Stati Uniti, circa due milioni di bambini vengono educati a casa – un numero analogo si ha nelle Charter Schools5 che in alcune zone del Paese risultano essere subdole accademie religiose. La stragrande maggioranza dei bambini scolarizzati a casa proviene da famiglie con un’obiezione religiosa all’istruzione laica. La Minerva Coalition, istituita “per dar voce alle vittime di abusi religiosi”, ha un sito web spin-off e una pagina Facebook chiamata Homeschoolers Anonymous (Studenti anonimi a casa), piena di testimonianze come questa:

“Sono un diciannovenne del Missouri; di recente mi sono affrancato dai miei genitori e dalla mia scuola a casa. Devo la mia formazione scolastica al programma di studi offerto da Alfa Omega Academy, una serie di programmi modellati sulla teoria YEC (Young Earth creationism) che insegnano cose sbagliate e non sanno nemmeno insegnarle bene. Ho imparato che π = 3, che la Terra esiste da 6.000 anni e che l'”unica” spiegazione per l’eventuale esistenza dei fossili è che si sia verificata un’inondazione. Le lezioni di storia avevano la tendenza a diventare un vero e proprio indottrinamento, perché insegnavano ai bambini di nove e dieci anni che alle elezioni avrebbero dovuto votare solo per i cristiani perché altrimenti sarebbero stati costretti a vivere secondo la legge dell’Uomo e non secondo quella di Dio. Tutto questo, naturalmente, impallidisce rispetto al ben più grave disagio che ne è derivato: sono rimasto completamente isolato dalla civiltà per la maggior parte della mia vita, con l’unica eccezione di internet”.

Educare alla religione con i soldi pubblici

Negli Stati Uniti, nonostante la separazione costituzionale tra Stato e religione, ci sono continue battaglie contro l’insegnamento del creazionismo, la preghiera e i simboli religiosi nelle scuole pubbliche, i sistemi di voucher che consentono ai genitori di mandare i figli nelle scuole religiose finanziate dalla spesa pubblica e l’utilizzo degli edifici scolastici per incontri di preghiera. Nel Regno Unito, dove non c’è separazione costituzionale, lo Stato in realtà finanzia l’istruzione religiosa; come ha osservato l’attivista Gita Sahgal nel 2011, «ingenti somme di denaro pubblico sono messe a disposizione di un programma di lavoro che trasforma l’istruzione da un sistema che incoraggia la discussione e un atteggiamento critico, a uno in cui, secondo i cristiani evangelici, anche l’esistenza del dubbio è dovuta all’influsso satanico». In Canada, a eccezione del Québec, le scuole pubbliche impongono corsi di educazione morale e religiosa mentre il multiculturalismo ha creato altri problemi promuovendo, secondo Ariane Brunet, l'”identity education che accoglie valori religiosi, culturali e patriarcali”.

Uno spazio laico per la libertà di pensiero

In un periodo in cui la Chiesa cattolica sembra in stato di guerra sulle questioni come il celibato, la pedofilia e l’ordinazione delle donne, l’educazione è diventata un altro campo di scontro. A Lima, per esempio, il Cardinale Juan Luis Cipriani, sostenitore di Fujimori6 e membro dell’organizzazione ultra-conservatrice Opus Dei, ha ordinato alla Pontificia Università Cattolica del Perù di sottomettersi all’autorità del Vaticano o di cambiare il suo nome; l’Università ha rifiutato. Il Vaticano sostiene che l’Università sia un covo di teologi della liberazione (oh, che orrore!), mentre l’Università afferma che la Chiesa non voglia fare altro che controllare il proprio programma di studi e il valore del proprio patrimonio immobiliare. Pablo Quintanilla, un membro della facoltà, si è chiesto di recente: “Il conflitto qui è su che cosa dovrebbe essere un’università cattolica: un luogo pluralistico per la libertà religiosa e per il pensiero cattolico? oppure il guardiano dogmatico di un modo particolare di intendere la fede?”.

Queste battaglie per l’istruzione ci coinvolgeranno tutti. È dagli anni Novanta che le femministe ci mettono in guardia su due grandi ostacoli al progresso umano: l’ognuno per sé dell’ideologia di mercato delle economie neoliberiste e la crescita di movimenti religiosi fondamentalisti. Il pensare creativo richiede tempo e denaro per l’istruzione, ma richiede anche spazio laico per la libertà di pensiero. Per questo motivo l’istruzione è un fronte cruciale nella lotta per la sopravvivenza planetaria.

1 Organizzazione impegnata nella difesa dei diritti civili e delle libertà individuali negli Stati Uniti. Le cause legali intentate dall’American Civil Liberties Union (ACLU) hanno avuto un ruolo importante in molte delle evoluzioni del diritto costituzionale americano.

2 Il 4 ottobre del 1957, l’Unione Sovietica lancia lo Sputnik, il primo satellite in orbita intorno alla Terra. Non appena il primo beep dello Sputnik raggiunge la Terra, negli Stati Uniti si diffonde la preoccupante convinzione che i sovietici stiano spiando l’America dallo spazio. Questa preoccupazione scatena il bisogno di un cambiamento radicale nel campo dell’istruzione scientifica americana.

3 Giovane studentessa e attivista pakistana. È nota per il suo attivismo nella lotta a sostegno dei diritti civili e del diritto allo studio delle donne. Il 9 ottobre 2012 è stata gravemente ferita alla testa e al collo da uomini armati saliti a bordo del pullman scolastico sul quale la ragazza si trovava. È la più giovane candidata al Premio Nobel per la Pace (candidatura proposta nel febbraio 2013).

4 È un’organizzazione fondata nel 1925, formata da volontari e strettamente legata al pensiero del movimento nazionalista Indù. Ad oggi risulta essere tra le più grandi organizzazioni di volontariato al mondo. L’ideologia del gruppo si basa sul principio del servizio disinteressato alla nazione attraverso, ad esempio, l’offerta di servizi in materia di istruzione, sanità, sviluppo rurale, emancipazione tribale ecc.

5 Negli Stati Uniti, le Charter Schools sono istituti, soprattutto primari e secondari, che offrono un sistema di istruzione alternativo rispetto alla scuola pubblica. Ricevono denaro pubblico e, sebbene siano soggette ad alcune regole dell’insegnamento pubblico statale, è concesso loro di muoversi in maniera più autonoma.

6 Alberto Kenya Fujmori è stato Presidente del Perù dal 1990 al 2000. Nel 2009 è stato condannato a 25 anni di prigione per le innumerevoli violazioni dei diritti umani perpetrate durante il suo regime totalitario e repressivo.

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