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Ior e riforma amministrativa, le commissioni verso la chiusura

Andrea Tornielli
http://vaticaninsider.lastampa.it/

Lo aveva sottolineato in un passaggio di una recente intervista con il quotidiano «Avvenire» il Segretario di Stato Pietro Parolin: le commissioni referenti sullo Ior (CRIOR) e sull’organizzazione economico-amministrativa della Santa Sede (COSEA) sono «a tempo». E dunque destinate a concludere il loro mandato. C’era chi si attendeva l’annuncio della prossima chiusura delle attività dei due gruppi di lavoro e di inchiesta – istituiti il primo a fine giugno, il secondo nel luglio 2013 con appositi chirografi papali – già in questi giorni.

Lo scorso febbraio entrambe le commissioni, in separata sede, avevano comunicato al C8, il consiglio dei cardinali incaricato di studiare la riforma della Curia, il lavoro svolto fino a quel momento. In quella circostanza era sembrato che la determinazione del C8 prevedesse la continuazione del lavoro della commissione sullo Ior in qualche forma, con l’incarico di vagliare le riforme necessarie alla «banca vaticana» così da non renderla più fonte di contro-testimonianza evangelica. Dal comunicato che ieri ha annunciato l’esistenza di una «proposta» per il futuro dello Ior si evince che si sarebbe tenuto contro anche delle proposte formulate dalla CRIOR, la quale nei mesi scorsi aveva preso in considerazione varie ipotesi per il futuro della «banca vaticana», dalla chiusura alla trasformazione in vera e propria fondazione. Quello che la commissione aveva comunque suggerito, era di cambiare lo Ior rispetto alla sua struttura e ai suoi compiti attuali.

Un cambiamento che ha incontrato delle resistenze nell’attuale presidenza dell’Istituto: Ernst von Freyberg, non è un mistero, ritiene necessario che lo Ior continui a esistere così com’è adesso, anche se migliorato nella sua operatività e «bonificato» dei conti e dell’eventuale clientela problematica. Dal comunicato diffuso ieri si poteva trarre l’impressione di un’unanimità di vedute tra tutti di soggetti coinvolti – commissioni, consigli e segreterie – ma la realtà è più complessa.

La proposta che sembrava aver incontrato il maggior consenso tra i cardinali consiglieri del Papa è quella che prevede di accentuare la vocazione dello Ior a centro di servizi per le Chiese nel mondo e per lo stesso Pontefice (trasferimenti di denaro, aiuti per le «opere di religione»), passando invece le competenze della gestione del suo patrimonio a un nuovo centro di analisi finanziaria e di investimento (vatican asset manager), che il cardinale George Pell, nuovo «ministro delle Finanze» vaticano, subito dopo la nomina ha annunciato di voler far nascere. In questo modo sarebbero centralizzati e gestiti da un unico centro, tutti gli investimenti finanziari dei dicasteri e degli enti della Santa Sede, Ior compreso.

Per quanto riguarda l’altra commissione, COSEA, che si è distinta da CRIOR per le molteplici consulenze esterne richieste, i lavori in corso sembravano far prevedere tempi più lunghi. Con l’audizione davanti agli otto cardinali la commissione referente sull’organizzazione della struttura economico-amministrativa della Santa Sede – commentava lo scorso febbraio padre Federico Lombardi – «certamente non ha terminato il suo compito, anche perché ha dato mandato a diverse agenzie» di esaminare specifici aspetti e questi esami «sono tuttora in corso».

In effetti nel corso dei mesi il numero delle consulenze esterne è andato aumentando in modo significativo. Oltre all’incarico al Promontory financial group di rivedere i conti correnti allo Ior, la Santa Sede ha affidato allo stesso Promontory la due diligence sull’attività economica e finanziaria dell’Amministrazione del patrimonio della Sede apostolica (15 ottobre): sarà interessante capire se Promontory ha già o avrà un ruolo in relazione alla Segreteria per l’Economia.

A Ernst & Young il Vaticano ha affidato un «lavoro di verifica e consulenza sulle attività economiche e sui processi di gestione amministrativa» del Governatorato; a McKinsey & Company l’incarico di fornire una consulenza che contribuisca allo sviluppo di un «piano integrato per rendere l’organizzazione dei mezzi di comunicazione della Santa Sede maggiormente funzionale, efficace e moderna» e a Kpmg l’incarico di collaborare all’allineamento delle «procedure contabili di tutti gli enti della Santa Sede» con gli standard internazionali (19 dicembre); a PricewaterhouseCoopers (PwC) e a Deloitte la due diligence, rispettivamente, dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù e della fondazione Casa Sollievo della Sofferenza (31 gennaio).

Nel frattempo, con una decisione che ha accelerato i tempi, Francesco ha fatto nascere la Segreteria per l’Economia, il nuovo «ministero delle Finanze» della Santa Sede, affidandone la guida al cardinale Pell e nominando come suo numero due monsignor Alfred Xuereb, che lascia così la segreteria particolare del Pontefice. Erano stati gli stessi consiglieri del Papa, il C8, a prendere in considerazione la creazione della Segreteria per l’Economia, suggerita dalla commissione COSEA. Gli statuti con le competenze del nuovo dicastero sono ancora in fase di definizione e di stesura, ma di certo appare dotata di poteri molto ampi. Intanto Pell, già insediatosi, sta avocando a sé tutte le questioni economico finanziarie e con il comunicato di ieri mostra di estendere la sua influenza anche sullo Ior.

Oltre alla Segreteria, Francesco ha fatto nascere anche il Consiglio per l’Economia, collegato al nuovo dicastero, che avrà potere d’indirizzo, composto da quindici membri, per metà cardinali e per metà laici, la cui presidenza è stata affidata al porporato tedesco Reinhard Marx. Alcuni membri del nuovo Consiglio erano già membri della commissione COSEA e dunque continueranno il loro lavoro integrandosi nel dicastero appena creato. Si può dire che in qualche modo COSEA, anche se cesserà di esistere come commissione referente, continuerà il suo lavoro all’interno del Consiglio per l’Economia e della Segreteria per l’Economia, che si troveranno ora a gestire le tante consulenze esterne richieste.

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Bergoglio ha deciso: lo Ior va avanti< (h3>

Andrea Tornielli
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Lo Ior non sarà abolito ma «continuerà a servire con attenzione e a fornire servizi finanziari specializzati alla Chiesa cattolica in tutto il mondo». È quanto si legge in un comunicato diffuso dalla Sala Stampa della Santa Sede dove di parla di una «proposta sul futuro dell’Istituto» senza però specificare quale sia. «Il Santo Padre ha approvato – si legge – una proposta sul futuro dell’Istituto per le Opere Religiose (Ior), riaffermando l’importanza della missione dello Ior per il bene della Chiesa cattolica, della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano».

«La proposta – continua il comunicato – è stata sviluppata congiuntamente da rappresentanti della pontificia commissione referente sullo Ior (CRIOR), della Pontificia commissione referente di studio e di indirizzo sull’organizzazione della struttura economico-amministrativa della Santa Sede (COSEA), della Commissione cardinalizia dello Ior, e del Consiglio di sovrintendenza dello Ior, e presentata al Santo Padre dal cardinale-Prefetto della Segreteria per l’Economia» George Pell «con il consenso del cardinal Santos Abril y Castelló, Presidente della commissione cardinalizia dello Ior».

Non viene specificato nulla della proposta, su quali trasformazioni eventualmente subirà l’Istituto, che in ogni caso continuerà le sue attività. «Tale proposta – afferma ancora la nota – è stata definita sulla base di informazioni sullo status legale dello Ior e sull’operatività svolta, informazioni raccolte e presentate al Santo Padre e al suo Consiglio di cardinali da CRIOR nel febbraio 2014. Lo Ior continuerà a servire con attenzione e a fornire servizi finanziari specializzati alla Chiesa cattolica in tutto il mondo. I significativi servizi che possono essere offerti dall’Istituto, assistono il Santo Padre nella sua missione di pastore universale e supportano inoltre istituzioni e individui che collaborano con lui nel suo ministero». Una decisione che va nella linea fino ad oggi perseguita dal presidente dell’Istituto Ernst von Freyberg, contrario a trasformazioni più radicali, e ora anche dal Prefetto della Segreteria per l’Economia Pell, con il quale von Freyberg ha instaurato un ottimo rapporto.

«Con la conferma della missione dello Ior e facendo seguito alla richiesta del cardinale-Prefetto Pell», il presidente dell’Istituto von Freyberg, e «il management dello Ior porteranno a termine il loro piano al fine di assicurare che lo Ior possa compiere la sua missione come parte delle nuove strutture finanziarie della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano». Un passaggio importante, quest’ultimo, che sottolinea – tra le righe – come lo Ior entri in qualche modo a far «parte» delle «nuove strutture finanziarie», cioè della Segreteria e del Consiglio per l’Economia di recente istituzione. Al presidente dello Ior il cardinale Pell dice sostanzialmente di andare avanti così come è stato fatto in quest’ultimo anno.

«Il piano sarà presentato al Consiglio dei cardinali del Santo Padre», cioè al C8, «e al Consiglio per l’Economia. Le attività dello Ior continueranno a rientrare sotto la supervisione regolamentare dell’Aif (Autorità di Informazione Finanziaria), autorità competente nell’ambito della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano».

«In conformità ai Motu Proprio dell’8 agosto 2013 e del 15 novembre 2013 e alla legge numero XVIII sulla trasparenza, supervisione e informazione finanziaria entrata in vigore l’8 ottobre 2013 – conclude il comunicato – è stata introdotta un’ampia e articolata struttura legale e istituzionale finalizzata a regolare le attività finanziarie all’interno della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano. A tale proposito, il cardinale-Prefetto Pell ha confermato l’importanza di un allineamento sostenibile e sistematico delle strutture legali e normative della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano con le best practice regolamentari internazionali. Una efficace supervisione regolamentare e i progressi raggiunti nella compliance, trasparenza e operatività avviati nel 2012 e sensibilmente accelerati nel 2013, sono fondamentali per il futuro dell’Istituto».

Nessun cenno viene fatto nel comunicato al futuro della commissione referente sulla «banca vaticana» (CRIOR) né sull’altra commissione che si occupa dei problemi economico-amministrativi (COSEA). Due commissioni «a tempo», come aveva ricordato il Segretario di Stato Pietro Parolin in una recente intervista pubblicata sul quotidiano «Avvenire». E resta anche da vedere se subiranno variazioni il ruolo e i poteri della commissione cardinalizia dello Ior.

La conferma che ad essere scelta è stata la linea di von Freyberg arriva dal comunicato dell’ufficio stampa dello Ior, nel quale si legge: «Il bollettino di oggi rappresenta per noi un forte accreditamento, un gran riconoscimento della rilevanza della nostra missione di servizio e del lavoro svolto negli ultimi 12 mesi». Lo Ior comunica che proseguirà con l’avviata analisi dei conti e della clientela e preannuncia miglioramenti operativi. Il piano sarà presentato al C8 dei cardinali e al Consiglio per l’Economia.

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